30-05-2007INESPERIENZE
Qualcuno mi ha detto che chiunque di noi può scrivere in questa sezione. Ecco subito che ne approfitto. Non ho né esperienze né competenze tali da poter riportare “diari di bordo” con racconti di squali, profondità buie e misteriose o relitti pieni di tesori ma… Di emozioni, di sensazioni, di batticuori, di pensieri… Di tutto questo sì che posso parlare! Perché sono sicura che tutta la Delfosub ha già capito dove arriverò alla fine del mio monologo… Proprio perché so che avete capito, vorrei condividere quello che ho provato in questi pochi minuti (se sommo tutte le mie immersioni non arrivo a due giornate passate al lavoro… me tapina!) passati sott’acqua.Non credo che riuscirò mai a dimenticare il disorientamento e il timore che ho provato la prima volta in piscina. Quando mi sono tolta la maschera credo di aver bevuto una tanica d’acqua almeno. Si, ok tutti i mega-istruttori della scuola ti dicono:”non ti preoccupare, è normale. La prima volta ho bevuto anch’io e ora ho fatto 9861862354 immersioni, 365415 esami e sono istruttore di istruttori che insegnano agli istruttori a 87 stelle”, ma non cambia niente. Ti senti proprio imbranata. E assolutamente inadatta. Dopo questa prima lezione di pratica ho pensato: ma chi me l’ha fatto fare? Ma non era meglio se facevo un corso di découpage? Ho dovuto richiamare tutta la mia forza di volontà e soprattutto il mio dannatissimo orgoglio per non abbandonare tutto. Mi sono detta: “Ale! Non è mai successo che tu ti sia arresa di fronte a una sfida. E il bello è che di solito le vinci…” Ma la prima volta al mare ero punto e a capo: tesa come i fili dell’alta tensione. BRRRRR… Ho ancora i brividi. Tutta quell’acqua intorno a me, quel silenzio assordante, quello stramaledettissimo gav che non voleva saperne di capire che doveva tirarmi su o tenermi giù quando volevo io e non quando decideva lui (oddio… ancora non è che abbiamo fatto proprio pace, ma stiamo cercando di trovare un compromesso...) E ora? Dopo poco più di una decina di immersioni mi ritrovo a sentire e provare tutt’altro. Ora… Ora…Ora se qualcuno mi chiedesse la definizione della parola PACE risponderei:”chiudi gli occhi. Immaginati di avere ovunque intorno a te il blu più blu che tu abbia mai visto. Immaginati di nuotare volando in questo blu guidato da persone di cui ti fidi ciecamente, con il solo rumore del tuo respiro a farti compagnia e con davanti, dietro, sopra, sotto, accanto a te un arcobaleno di forme, di colori, di… di… di vita!” Mentre scrivo mi accorgo che la stessa definizione sarebbe perfetta anche per “felicità”, “silenzio”, “libertà”, “meraviglia”.Non sono mai stata brava a mostrare i miei sentimenti, tantomeno a parlarne. Forse scrivendo mi riesce più facile, non so. Ma quando sono laggiù sono felice. Allora spero che chi mi ci ha accompagnato mi abbia guardato almeno per un secondo negli occhi. E che abbia capito cosa provavo alla vista di coralli, pesci farfalla o polpi che fossero. Ma soprattutto quella minuscola, coloratissima, meravigliosa, leggerissima flabellina. Proprio lì, davanti al Bausani. Non avevo mai visto al mondo niente di più bello: la perfezione in un corpo di pochi mm. E ho pensato: “Dio deve esistere per forza. Non può essere stato il caso a crearla”. Mi sono commossa. Mi è venuta voglia di piangere e sono sicura che i 4 omaccioni che erano con me hanno provato la stessa cosa (non importa se io la vedevo per la prima volta e voi no. La meraviglia non è inversamente proporzionale all’esperienza, se no molti di voi avrebbero smesso da un pezzo) perché in quel momento eravamo tutti lì, intorno a lei. Come se non esistesse nient’altro.Ho sempre amato il mare. Quando ero piccola contavo i mesi e poi le ore che mi separavano da lui e quando finalmente lo rivedevo dopo tanto tempo… Dio! Mi arrivava il cuore in gola! Ora sono cresciuta. Ma lui è sempre qui. Nel mio cuore e nel mio cervello. E’ stato questo amore che mi ha portato sulla strada della subacquea. Questo desiderio viscerale di vederlo anche d’inverno, di farmi accarezzare da lui, di farmi avvolgere da lui. Come se fosse un dolce, tenero amante che ti aspetta per settimane e quando finalmente ti rivede… Ti abbraccia con tutta la sua anima. E entra a far parte di te. E tu di lui.
Scritto Da Alessia
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